A3I - Associazione Italiana Ingegneri dell'Informazione

Ingegneri per l'innovazione, qualità, sicurezza e competitività

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A3I al TecnoWorkshop 2011 di Lucca

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La nostra associazione, con il Presidente Enrico Bettini, parteciperà all'evento di Lucca del 1° Ottobre con un talk dal titolo "Il limbo dell'Ingegnere dell'Informazione".

Sul sito www,consulenti-ict.it trovate la descrizione e la scaletta degli argomenti trattati, cui seguiranno il dibattito ed il confronto.

A3I, a fronte della tragica situazione dell'ICT italiano, propone di introdurre, almeno per i lavori pubblici/infrastrutture critiche, quella che costituisce la procedura classica per i lavori di ingegneria, ovvero l'obbligatorietà della progettazione (in tutte le sue forme), della direzione lavori, del collaudo e della gestione, con responsabilità personali in capo ad ingegneri dell'informazione iscritti all'Ordine degli ingegneri nel settore C (Ingegneria dell'Informazione) all'uopo definito dal DPR 328/01.

La procedura proposta si sovrappone all'opera meritoria, ma in molti casi inefficace, degli attuali professionisti ICT, razionalizzandola e portando elementi certi di responsabilità diretta ad almeno due livelli (progettazione-direzione lavori e collaudo-gestione). Creando così figure professionali terze rispetto ad appaltante ed appaltatore, a garanzia di entrambi contro ogni evenienza negativa.

Le figure di cui sopra aumentano di molto le probabilità di successo di un progetto, sia perché introducono elementi di professionalità etica in "concorrenza" tra loro riducendo di molto le probabilità d'errore, sia perché garantiscono continuità di scienza e coscienza nel caso in cui appaltante/appaltatore non potessero far fronte agli impegni presi.

Notevoli benefici ne deriverebbero anche in termini di qualità dei sistemi informatici, della loro sicurezza e della privacy. La serenità nel lavoro e l'affidabilità dei sistemi informatici aumenterebbero, rinsaldando la fiducia degli investitori e dei cittadini sull'ICT, creando quindi le premesse per maggiori investimenti e favorendo l'atteggiamento friendly verso le nuove tecnologie, a tutto vantaggio del sistema-Paese.

Quanto sopra compensa ampiamente l'incremento di costi dovuto all'introduzione di nuove figure professionali.

Ma, a prescindere, una cosa è comunque certa: non possiamo continuare così! La situazione è infatti deplorevole: l'Italia è classificata dal WEF (World Economic Forum)  al 51esimo posto nella graduatoria mondiale ICT 2010, nel 2009 era al 48esimo e l'anno prima al 45esimo. Un sondaggio svizzero rileva inoltre che quasi la metà dei progetti fallisce, lasciando delusi investitori ed operatori, sempre più demotivati e scettici a fronte dei numerosi disastri ICT che (già solo quelli noti) sono quasi giornalieri.

La proposta A3I è in linea con le metodologie di altri settori lavorativi che funzionano bene da molto tempo e in cui l'Italia eccelle: l'ingegneria civile e la medicina, sono gli esempi prìncipi. Ma perché tali metodologie non si vogliono applicare anche all'ICT? Perché non vogliamo rendere efficiente un settore così delicato, strategico e trasversale?

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