A3I - Associazione Italiana Ingegneri dell'Informazione

Ingegneri per l'innovazione, qualità, sicurezza e competitività

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Lettera di A3I al Forum Competenze Digitali (FCD)

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Torino 03-06-2011
Oggetto:  dibattito sul professionista ICT presso il FCD

il Direttivo A3I ribadisce quanto già più volte espresso nei dibattiti sull’argomento tenutosi  al Forum: a fronte della disastrosa condizione dell’ICT in Italia (51esima in graduatoria mondiale WEF) propone di introdurre, almeno per i lavori pubblici/infrastrutture critiche, quella che costituisce la procedura classica per i lavori di ingegneria, ovvero l'obbligatorietà  della progettazione (in tutte le sue forme), della direzione lavori, del collaudo e della gestione, con responsabilità personali in capo ad ingegneri dell'informazione iscritti all'Ordine degli ingegneri nel settore C (Ingegneria dell'Informazione) all'uopo definito dal DPR 328/01.

A3I, disponibile al confronto e al dibattito, è fermamente convinta che la procedura proposta:

1) rinforzerebbe l'opera meritoria, ma in molti casi inefficace, degli attuali professionisti ICT, razionalizzandola, coordinandola  e portando elementi certi di responsabilità diretta e personale ad almeno due livelli (progettazione-direzione lavori e collaudo-gestione);
2) creerebbe figure professionali terze rispetto ad appaltante ed appaltatore, a garanzia di entrambi contro ogni evenienza negativa;
3) introdurrebbe figure professionali che aumenterebbero di molto le probabilità di successo di un progetto, sia perché si creerebbero professionalità etiche in "concorrenza" tra loro, riducendo le probabilità d'errore, sia perché tali figure diventerebbero fattori  di continuità sul progetto nel caso in cui appaltante/appaltatore non potessero far fronte agli impegni presi;
4) aumenterebbe la qualità dei sistemi informatici, la sicurezza, la privacy, la scalabilità e la facile manutenzione, sempre per i motivi di cui al punto precedente;
5) favorirebbe la serenità sul lavoro e l'affidabilità dei sistemi informatici, facendo aumentare la fiducia degli investitori e dei cittadini sull'ICT, creando perciò le premesse per  maggiori investimenti, a tutto vantaggio del sistema-Paese.

I sopraelencati vantaggi compenserebbero ampiamente l'aggravio iniziale di costi dovuto all'introduzione di nuove figure professionali: si tenga presente che quasi il 50% dei progetti informatici fallisce.

Occorrono modifiche metodologiche radicali e che incidano veramente sulla realtà: l’ICT è un settore molto delicato, strategico e trasversale; non possiamo trascurarlo perché è alla base dell’innovazione e della competitività del Paese che richiede forti professionalità.

Cordialità,
Il Presidente di A3I
Enrico Bettini


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