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Appalti nel settore informatico: non ancora “lavori pubblici”, ma quasi!

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Dopo la Consultazione online di qualche tempo fa,  l’AVCP ha pubblicato la  Determinazione n. 5 del 6 novembre 2013 denominata “Linee guida su programmazione, progettazione ed esecuzione del contratto nei servizi e nelle forniture”.

In essa si recepiscono alcune osservazioni derivanti dalla consultazione online, alla quale ha partecipato anche A3I, mirante a raccogliere idee e suggerimenti sul tema in oggetto.

Sebbene nella Determinazione non si faccia cenno alla necessità di cambiare la classificazione dei lavori  ICT da “forniture di beni e servizi” a “lavori pubblici”, come da noi auspicato insieme alla Proposta di legge sui Sistemi Informatici, ci stiamo avvicinando “de facto” a quanto desiderato.

Nel documento AVCP finalmente appare indispensabile la progettazione, anche a più livelli a discrezione dell’appaltante, e l’obbligo di programmazione triennale, si legge infatti:

“Sarebbe auspicabile, quindi, l’introduzione dell’obbligo di programmazione anche negli appalti di servizi e forniture, preferibilmente con previsione triennale, in quanto volta a garantire una visione di insieme dell’intero ciclo di realizzazione dell’appalto. Tale previsione sembrerebbe, peraltro, necessaria in relazione a taluni settori - come quello informatico, caratterizzato da una veloce obsolescenza dei materiali e delle tecnologie richieste - nei quali una adeguata programmazione consentirebbe all’amministrazione di procedere ad approvvigionamenti efficienti e mirati.”

E ancora: “Con riferimento al contenuto della progettazione si osserva che, da un punto di vista funzionale, la predisposizione di un progetto preciso e di dettaglio, atto a descrivere in modo puntuale le prestazioni necessarie a soddisfare specifici fabbisogni della stazione appaltante, appare come uno strumento indispensabile per ovviare al fenomeno di porre in gara non specifici servizi ma categorie di servizi (come spesso avviene in alcuni settori, si pensi ad es. a quello informatico), il cui contenuto è oggetto di specificazione successiva all’atto della richiesta di esecuzione: quest’ultima interviene, in sostanza, a valle di un contratto spesso strutturato come 'contratto 'quadro' o 'aperto''.

Viene anche introdotta una nuova figura professionale, quella del Direttore dell’Esecuzione del contratto (D.E.) che, al di là della soglia dei 500 mila euro, sembra non discostarsi molto da quella del Direttore lavori nei “lavori pubblici”, e al quale si chiede una specifica competenza professionale e titolo adeguato, ovvero:

"Infine, sul punto, sembra opportuno sottolineare che il ruolo di direttore dell’esecuzione/RUP dovrebbe essere svolto dal personale in possesso di specifica competenza professionale e titolo adeguato in relazione all’oggetto del contratto (ciò con particolare riferimento agli acquisti in ambito sanitario e nel settore informatico).”

E non poteva ovviamente mancare la fase dei collaudi, dei controlli e delle verifiche demandate proprio al Direttore dell’Esecuzione, cioè:

“Con particolare riferimento alle attività di controllo demandate al direttore dell’esecuzione, il Regolamento lascia aperti alcuni punti di rilevante importanza che possono essere causa di criticità o difficoltà interpretative”.

Ed anche: “È, in tal modo, prevista la possibilità di effettuare i controlli nel corso dell’intera durata del rapporto – dunque in itinere ed ex post – da realizzarsi con criteri di misurabilità della qualità come quelli evidenziati in precedenza e non limitati, quindi, al generico richiamo alle regole dell’arte.”

In estrema sintesi si può quindi affermare che: dopo la riserva stabilita dalla nuova legge sulle professioni e dopo questa Determinazione dell’AVCP, si sono fatti passi importanti nella regolamentazione del settore ICT, proprio nella direzione che A3I, e non solo, si augurava e si augura.

Possiamo quindi ritenerci soddisfatti sebbene l’optimum, per noi rappresentato dai contenuti della Proposta di legge,  non sia stato ancora raggiunto.

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