A3I - Associazione Italiana Ingegneri dell'Informazione

Ingegneri per l'innovazione, qualità, sicurezza e competitività

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Piattaforma Propositiva per l'Ingegneria dell'Informazione, ovvero per la regolamentazione del settore ICT

1) Premessa

La crescente complessità e vastità delle problematiche ingegneristiche, il loro sempre più necessario approfondito studio e la doverosa specializzazione dei professionisti addetti, avevano indotto il legislatore, nell'ormai lontano 2001 con il DPR 328, ad imporre che l'Ordine degli Ingegneri, fosse diviso in sezione A, accesso con laurea specialistica, e B, accesso con laurea, e che ciascuna sezione fosse divisa in tre settori:

I settore, per l'Ingegneria civile ed ambientale;

II settore, per l'Ingegneria Industriale;

III settore, per l'Ingegneria dell'Informazione.

Mentre i primi due settori sono nati raccogliendo l'eredità storica dell'Ingegneria tradizionale, il terzo settore costituisce il contenitore per la nuova Ingegneria, cioè per l'ingegneria informatica, delle reti, delle telecomunicazioni, dell'elettronica etc., ovvero l'ingegneria degli impianti e sistemi elettronici, di automazione e di generazione, trasmissione ed elaborazione delle informazioni, ovvero quegli insiemi di hardware e software finalizzati alla produzione, al trattamento, alla conservazione e alla trasmissione delle informazioni, di qualsiasi natura e sotto qualsiasi forma.

In altre parole, il III settore, sez. A, è designato a raccogliere i laureati nel seguenti corsi di studio:

1 - Corsi di studio secondo l'ordinamento del DM 509/99

9 - Classe delle lauree in ingegneria dell'informazione
26 - Classe delle lauree in scienze e tecnologie informatiche
23/S - Classe delle lauree specialistiche in informatica
26/S - Classe delle lauree specialistiche in ingegneria biomedica
29/S - Classe delle lauree specialistiche in ingegneria dell'automazione
30/S - Classe delle lauree specialistiche in ingegneria delle telecomunicazioni
32/S - Classe delle lauree specialistiche in ingegneria elettronica
34/S - Classe delle lauree specialistiche in ingegneria gestionale
35/S - Classe delle lauree specialistiche in ingegneria informatica

2 - Corsi di studio secondo l'ordinamento del DM 270/04

L-8 - Classe delle lauree in ingegneria dell'informazione
L-31 - Classe delle lauree in scienze e tecnologie informatiche
LM-18 - Classe delle lauree magistrali in informatica
LM-21 - Classe delle lauree magistrali in ingegneria biomedica  
LM-25 - Classe delle lauree magistrali in ingegneria dell'automazione  
LM-26 - Classe delle lauree magistrali in ingegneria della sicurezza  
LM-27 - Classe delle lauree magistrali in ingegneria delle telecomunicazioni
LM-29 - Classe delle lauree magistrali in ingegneria elettronica  
LM-31 - Classe delle lauree magistrali in ingegneria gestionale  
LM-32 - Classe delle lauree magistrali in ingegneria informatica  
LM-66 - Classe delle lauree magistrali in sicurezza informatica

2) Considerazioni generali

Mentre i primi due settori dell'Ordine degli Ingegneri ereditano tutta la legislazione preesistente al DPR 328/01, il III settore nasce spoglio da ogni norma di legge; il legislatore non completerà l'opera; l'Ingegnere dell'Informazione rimane di fatto una figura professionale 'limbica ed incompiuta' a detrimento dello sviluppo adeguato ed ordinato del settore, oltreché a danno degli ingegneri stessi.

Negli anni il settore ICT diventa ricettacolo di coloro che, non trovando sbocco nella professione originariamente scelta (laureati in economia e commercio, lettere, filosofia, scienze politiche, etc.), si riciclano in questo settore anche solo con l'infarinatura di brevi corsi pratici.

Le conseguenze immediate sono l'abbassamento della qualità media professionale e la concorrenza sleale basata solo sul costo più basso e non sulla qualità, fattore di difficile accertamento immediato, ma che emerge solo alla distanza in base alle qualità sistemiche e sistemistiche tipiche della formazione ingegneristica.

La situazione diventa quindi caotica, non si sa bene 'chi deve fare che cosa', e la tragica conseguenza di tutto ciò sarà il mancato sviluppo dell'ICT italiano che negli ultimi anni è decaduto ai livelli di nazioni come Thailandia, Cipro, Porto Rico (http://punto-informatico.it/2252144/PI/News/ict-italia-dietro-porto-rico-cipro.aspx).

Il ritardo dell'Italia nell'innovazione tecnologica è sempre più marcato rispetto alle nazioni con le quali ci confrontiamo; in Europa siamo al 16esimo posto su 19 solo grazie alla capillare diffusione dei telefoni cellulari (http://www.blogcatalog.com/search.frame.php?term=fondazione+rosselli&id=0bf0626baf125ec5d5f3e8caf3102dcc).

Va da sé quanto una scarsa innovazione influenzi negativamente la competitività del sistema Paese.


3) Il settore C, quello dell'Ingegneria dell'Informazione

Il terzo settore è anche conosciuto come settore ICT, dall'acronimo inglese che sta per Information and Communication Technology; è un settore pervasivo, strategico e trasversale a tutte le altre attività, costituisce il sistema nervoso del sistema Paese.

Ma cosa fanno gli Ingegneri del III settore? Quali sono i loro compiti?

L'art. 46 del DPR n. 328/01 specifica che i compiti degli ingegneri del III settore, alias settore dell'ingegneria dell'informazione, sono: la pianificazione, la progettazione, lo sviluppo, la direzione lavori, la stima, il collaudo e la gestione di impianti e sistemi elettronici, di automazione e di generazione, trasmissione ed elaborazione delle informazioni.

Tali impianti e sistemi sono noti anche come sistemi informatici, ovvero come quegli insiemi di hardware e software finalizzati alla produzione, al trattamento, alla conservazione e alla trasmissione delle informazioni, di qualsiasi natura e sotto qualsiasi forma.

A tale categoria appartengono anche quelle apparecchiature elettroniche inglobate (embedded) in altre apparecchiature, mobili o fisse, che contribuiscono, in tutto o in parte, con software precaricato, al loro controllo nell’ambito delle opere di ingegneria civile e/o industriale, nonché i meccanismi elettronici quali quelli per il controllo di impianti di produzione (sistemi di automazione industriale) o della rete elettrica di casa (sistemi di automazione civile).

Se in alcuni casi la classificazione è netta (sistemi automatici di gestione e controllo di infrastrutture, strutture militari, porti aeroporti, stazioni ferroviarie, ministeri, enti locali, tribunali, data warehouse, reti locali, reti geografiche, server di vari tipo, etc.) in altri casi lo è meno e si possono creare delle sovrapposizioni con altri settori dell'Ordine degli Ingegneri (es. impianti fotovoltaici).

Un'altra zona d'ombra riguarda la classificazione tra lavori e forniture, negli appalti pubblici la distinzione è fondamentale perché nel primo caso sono necessari la progettazione, la direzione lavori ed il collaudi, mentre nel secondo caso no.

 

4) La sicurezza

Ormai è diventata una caratteristica imprescindibile di qualunque sistema informatico, la diffusione mondiale delle reti informatiche e la loro interconnessione ha portato con sé il notevole aumento dei rischi da intrusioni malevole.

Occorre quindi che le competenze in questo campo siano sempre aggiornatissime e che i sistemi siano costantemente monitorati e protetti: anche una piccola falla può essere sfruttata ed essere causa della caduta di un sistema, furto di dati, di identità, sabotaggio di impianti, etc..

La rete mondiale può inoltre essere sfruttata per fini terroristici, pedofilia, traffico di armi, di droga, per spostare illecitamente capitali, etc..; da qui la necessità del continuo monitoraggio e controllo sulle informazioni in essa veicolate.


5) La privacy

Un altro fattore da considerare è quello che riguarda la salvaguardia dei dati personali: ogni volta accediamo alle reti informatiche forniamo dati personali che devono rimanere riservati ed usati solo per gli scopi dichiarati.

Esiste invece il rischio che tali dati siano fraudolentemente intercettati da soggetti in rete che sfrutteranno i nostri dati per fini non autorizzati e quindi illegali.


6) L'approccio sistemico e sistemistico

La complessità e la vastità delle problematiche del III settore, solo accennate nei capitoli precedenti, fanno emergere quanto sia preferibile affrontarle nella loro globalità con metodologie sistemiche, ovvero riguardanti l'intero sistema, piuttosto che trattarle separatamente una alla volta.

In altre parole: è auspicabile che le metodologie risolutive adottate non siano dettate solo da problemi contingenti e settoriali, ma che invece siano generali, efficaci nel tempo e, possibilmente, autoregolantesi ed auto apprendenti.

Ecco quindi che emerge la necessità di una solida cultura orientata in tal senso, ovvero di una cultura sistemistica e multidisciplinare tipica degli Ingegneri del III settore, condita con nozioni di intelligenza artificiale applicata.

Tale tipo di cultura si può formare solo con lunghi anni di studio matematico-tecnico-scientifico e non si può improvvisare con brevi corsi a soggetti senza i necessari prerequisiti in cultura di base.


7) Perché regolamentare

Da che mondo è mondo senza ordine e regole non si sviluppa bene nulla, figuriamoci come può farlo un intero comparto economico vasto e strategico come quello del III settore!

Le liberalizzazioni spinte e selvagge si sono ormai rivelate illusorie in molti campi; dopo i funesti eventi economici degli ultimi anni abbiamo imparato quanto sia importante conoscere in profondità i fenomeni, saperli controllare, e prevenirne gli aspetti negativi.

Il terzo settore non fa eccezione, attualmente non è regolamentato e patisce molto la situazione confusa che si è venuta a creare sui ruoli professionali e sulla mancanza di equilibrio contrattuale nei rapporti committente-esecutore.

La confusione e la mancata definizione delle responsabilità generano insicurezza che a sua volta inibisce le iniziative e gli investimenti.

E' giunto quindi il momento di porre mano ad una situazione patologica, che penalizza tutto il nostro Paese, sfruttando le risorse umane che già esistono: gli Ingegneri dell'Informazione iscritti all'Ordine degli Ingegneri.

Tali ingegneri sono infatti garanzia di legalità, di salvaguardia degli interessi collettivi, di eticità (codice deontologico da rispettare, pena l'espulsione), di competenza (studi universitari, esame di Stato, aggiornamento reso obbligatorio), di terzietà (neutralità ed equilibrio tra committente ed esecutore) e di qualità nella progettazione (metodologie standard studiate, testate, collaudate e diffuse dalla comunità degli stessi ingegneri).

L'aumento dei costi iniziali, dovuti all'adozione della regolamentazione proposta, sarà ampiamente compensato dalla riduzione pressoché totale del rischio di fallimento e dall'ottenimento di un sistema informatico di qualità, ovvero da un sistema documentato e collaudato, sicuro, modulare, scalabile, con manutenzione facilitata, che rispetta le leggi e non è in contrasto con gli interessi della collettività.



8) La Proposta di Legge

Accertata la necessità di regolamentare il III settore, come questo può avvenire nella realtà?

Non c'è bisogno di reinventare tutto da capo.

Per il primo settore infatti, quello dell'Ingegneria Civile, esistono già norme e regolamenti che ormai funzionano da decenni (es. legge 1086 del 1971) e che hanno ormai affermato e consolidato il classico modo di procedere ingegneristico: progettazione, direzione lavori, collaudo.

Prendendo quindi spunto dalla legislazione sul primo settore, nonché da quanto espresso nel DPR 328/01, è stata stilata la norma il cui testo integrale è allegato a questa piattaforma.

Quali sono i vantaggi delle norme proposte?

Il primo vantaggio è quello di introdurre nell'iter di un progetto ICT dei passi obbligati quali:

  1. Studio di fattibilità

  2. Progettazione

  3. Direzione lavori

  4. Collaudo finale

Ogni passo avverrà sotto la responsabilità di un Ingegnere dell'Informazione, iscritto al III settore dell'Ordine degli Ingegneri, e sarà prodotta documentazione scritta, depositata presso un apposito ufficio.

La responsabilità del collaudo finale dovrà essere attribuita ad un professionista diverso da quello responsabile della Direzione lavori, creando così una sorta di sana competitività tra chi fa e chi controlla.

Per i dettagli consultare l'allegato.

La Proposta di Legge non detta ovviamente le norme tecniche su come eseguire quanto imposto, ma tali norme seguiranno entro sei mesi dall'approvazione della legge.

Allegato:

Norme per i professionisti che svolgono le attività di progettazione, direzione lavori, collaudo e gestione dei sistemi informatici, ovvero delle reti telematiche e di comunicazione elettroniche, dei sistemi elettronici di automazione, generazione, trasmissione ed elaborazione delle informazioni, nonché per i produttori di sistemi informatici stessi.

 

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