A3I - Associazione Italiana Ingegneri dell'Informazione

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Caro internauta che capiti qui per caso

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Ti prego di leggere le righe che seguono perché spiegano da cosa può dipendere gran parte della tua vita.

Senz’altro concorderai che essa  dipende dalla ricchezza e dalla sicurezza del Paese in cui vivi, dalla salute tua, dei tuoi cari, ma in generale dal benessere e dall’equilibrio di tutto il pianeta e dei suoi abitanti.

Questi elementi, anche se non ce ne accorgiamo, sono governati ormai da sistemi complessi ed interconnessi che svolgono il lavoro di tantissime persone e che attuano decisioni immediate, impossibili prendere in altri modi perché basate sulla rilevazione e sull’analisi automatica di una mole gigantesca di dati in pochi secondi, compito non più alla portata umana.

Mi riferisco soprattutto ai sistemi che governano le infrastrutture critiche, ovvero le centrali per produrre energia da fonti nucleari, fossili, rinnovabili, i sistemi di comunicazione e di spostamento, telefonia, internet, sistema aeroportuali, portuali, autostradali e ferroviari, di sicurezza militare e civile, i sistemi finanziari, banche, bancomat, carte di credito, pagamenti on-line, etc. etc..

Il mancato funzionamento di uno di questi sistemi , anche solo per poche ore, causa danni ingenti al sistema-Paese, ma può causarli, a catena, anche agli altri sistemi interconnessi in una sorta di catastrofe per effetto domino: cade un pezzo che provoca la caduta di tutti gli altri.

E non è fantascienza, è solo cyberwar,  i casi Estonia, Georgia, Iran Stuxnet, sono lì a dimostrarcelo e costituiscono una sorta di prova tecnica, di preavviso.

Il recente caso del sito Wikileaks che manda in crisi le diplomazie ed i governi di molti stati è un altro esempio di quanto importante sia ormai la sicurezza e la privacy dei dati e delle informazioni.

La contromossa di bloccare il sito di Assange, rivelatasi inutile perché già replicato in migliaia di altri mirrors, ha provocato per ritorsione l’attacco al sito delle carte di credito MasterCard che non è più utilizzabile, e nel mirino ora c’è Amazon. E’ un piccolo esempio di effetto domino che, si spera, avrà solo effetti economici, sebbene ingenti.

Questi attacchi sono decisi ed attuati in poco tempo da migliaia di hackers, e con la stessa facilità potrebbero essere sferrati  in contemporanea a tantissimi altri siti cruciali, bloccando nello stesso momento energia, comunicazioni e trasporti, sanità e soccorsi, centri decisionali, etc.. I danni sarebbero non solo economicamente ingenti, ma protratti nel tempo e causa di morti e feriti.

Ci sarebbe anche il rischio di non ritorno, ovvero: l’abbiamo scampata all’atomo, ma non al bit. Gli effetti della prima cyber war mondiale potrebbero essere paragonabili a quelli della terza guerra mondiale, quella atomica per intenderci.

Tutto questo, caro internauta, per sensibilizzarti sull’importanza dei sistemi informatici che governano le strutture critiche di cui sopra e per convincerti di quanta attenzione e scrupolo occorra dedicare a questi sistemi.

Ti parrà molto strano, ma ad oggi non vige nessun obbligo di progettazione e collaudo dei sistemi informatici delle strutture critiche. E non esistono nemmeno vincoli ed imposizioni, di nessun tipo, sui soggetti che dovrebbero progettare, dirigere i lavori, collaudare tali sistemi e gestirli: puoi farlo anche tu se sei abile a venderti come esperto informatico!

Tutti possono fare tutto, ma solo un sistema ben progettato è un sistema sicuro.

Se un ponte è progettato male tutti lo vedono, se un sistema informatico è progettato male solo pochi specialisti se ne accorgono;  il ponte progettato male è insicuro e prima o poi cade, lo stesso accade per il sistema informatico, ma in modo più latente, nascosto ed improvviso.

Ebbene sì, la situazione è quella descritta.

Per tenerti informato su quanto succede sull’argomento ti invito a registrarti gratuitamente al sito.

il Presidente di A3I

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