A3I - Associazione Italiana Ingegneri dell'Informazione

Ingegneri per l'innovazione, qualità, sicurezza e competitività

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Atto storico nell’ICT italiano

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Bilancia della GiustiziaUsare “epocale”, tanto di moda ed abusato oggi, è forse troppo, ma l’aggettivo “storico” ci sta tutto: il Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri di Roma (il più grande con i suoi  oltre 20 mila iscritti) ha approvato, in via definitiva il 13 dicembre scorso, e pubblicata solo in questi giorni, la Delibera su Classi, Categorie e Tariffe dei lavori ingegneristici in campo ICT, ovvero sui lavori contemplati nel Settore C dell’Ordine degli Ingegneri, conosciuto anche come Settore dell’Ingegneria dell’Informazione.

Finalmente, dopo 10 anni, grazie anche alla perseverante azione del  Vicepresidente A3I l’Ing. Demetrio Crucitti, l’Ordine degli Ingegneri comincia a prendere in seria considerazione quanto contemplato nel DPR 328/01 all’articolo 46, ovvero a regolamentare un settore quanto mai strategico, pervasivo e delicato per l’innovazione, la crescita e la competitività, del sistema-Paese.

La nostra associazione è molto soddisfatta, ma è conscia che il percorso per giungere alla completa regolamentazione è appena iniziato ed è ancora lungo. Manca ancora l’obbligatorietà della procedura ingegneristica classica: ovvero del rispetto delle fasi di progettazion,e in tutte le sue forme, direzione lavori, collaudo e gestione, affidate alle naturali figure professionali, gli ingegneri dell’informazione iscritti all’Ordine degli Ingegneri.

Ma quali conseguenze pratiche ha la Delibera approvata?

Innanzitutto occorre sottolineare che essa è, per adesso, valida solo a Roma e provincia.

Ma è molto importante perché, essendo state stabilite Classi, Categorie e Tariffe, i lavori ICT possono rientrare nel codice degli appalti pubblici, il D. Lgs 163/03. Questo  implica che potranno essere considerati come “Lavori pubblici” e non solo come “Forniture” o “Servizi”. Automaticamente ed obbligatoriamente i lavori pubblici devono seguire la prassi ingegneristica classica, tanto auspicata per portare ordine e chiarezza in un settore che ne ha tanto bisogno.

In secondo luogo, nell’attesa del ripristino delle tariffe minime, ci sarebbero quelle di riferimento in analogia a quanto avviene nell’ingegneria civile.

Questo aiuta molto nei rapporti di lavoro e nelle frequenti liti e contestazioni correlate.

Gli ingegneri dell’informazione di Roma e provincia, unitamente alle PP.AA. ed ai loro utenti, possono essere quindi soddisfatti per gli atti della loro Commissione ICT e del loro Ordine provinciale.

Ci auguriamo che la stessa soddisfazione possa essere estesa agli Ingegneri dell’informazione di tutte le provincie italiane. Come associazione invitiamo quindi i Consigli di tutti gli Ordini Provinciali degli Ingegneri a deliberare in modo analogo a quanto già deliberato nella capitale.

Ma lo stesso invito, e forse con maggiore effetto,  potrà essere rivolto ai singoli Ordini provinciali da tutte le Commissioni ICT o personalmente dagli stessi ingegneri dell’informazione che, immaginiamo, cominceranno a vedere con maggiore simpatia ed utilità l’iscrizione all’Ordine degli Ingegneri.

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